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L'antidieta di Mimi Spencer

copertinaMimi Spencer, fashion editor inglese, ex donna a dieta e attenta analista dei costumi delle sue coetanee in carriera al di qua e al di là dell’Atlantico, ha raccolto in un tosto volume di 320 pagine (101 cose da fare prima di mettersi a dieta) tutti, ma proprio tutti, i possibili rimedi per riconciliarsi col proprio corpo - e dunque col proprio bikini, marito, fidanzato, immagine pubblica… - diversi da quello di fare i conti con le calorie. Dalle ricette improvvisate alle cenette romantiche, dalla biancheria push-up al tacco che dona di più, in dieci capitoli che includono anche "la non dieta in dodici punti".

Sono tutte ricette ispirate soprattutto dal buonsenso: ma a cui non mancano precise indicazioni di dietologi. Molti medici sono infatti contrari a diete drastiche.

Sia perché stressanti dal punto di vista psicologico, in quanto possono essere causa di disturbi nervosi, se il regime di privazioni ne diventa fonte; sia perché, ove mai riuscissero, una volta abbandonate, si riprenderebbero con gli interessi i chili precedenti. Invece, bisogna puntare su strategie di lungo periodo, per le quali il rapporto col proprio corpo sia edificato sul rispetto e l’equilibrio tra non-eccessi, non-dipendenze di alcun tipo. Perfino i piaceri della tavola hanno diritto di cittadinanza, perché la loro assenza totale è inutilmente punitiva. In realtà, il problema della dieta è strettamente correlato all’immagine del proprio corpo che ognuno ha, coltiva e costruisce nella vita quotidiana, affettiva e di relazioni. Non è data una tale immagine positiva se non in presenza di un “io” amato e rispettato. Il “corpo allo specchio” è quanto di più immateriale ci possa essere, perché è la pura immagine di una relazione psicologica: quella con se stessi. I due principali disturbi da disordine alimentare, anoressia e bulimia, sono simmetrici: l’uno nel non ammettere cibi, l’altro nell’assumerne in modi incontrollati, di tipo compulsivo-ossessivo; ma entrambi rimandano alla perdita del rapporto con se stessi, con la propria identità profonda.

A volte ci si infila in un modello culturale che finisce per starci stretto e fare le grinze come un abito di due taglie in meno. Un modello che parcellizza e sgretola ogni attimo della quotidianità. E che porta a spizzicare più che a mangiare e a desiderare altro da ciò che siamo. Ma è lecito sentirsi grassi e mettersi a dieta? O forse - se in effetti ci sono dei chili di troppo e non ci si sente a proprio agio - è arrivato il momento di riorganizzare la propria vita e pensare a un restyling? Le scorciatoie e i trucchi di Mimi Spencer vanno in quest'ultima direzione.