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Indice glicemico e perdita di peso

Una dieta dimagrante non può basarsi semplicemente sulla quantità di cibo ingerita ma deve considerare anche la qualità degli alimenti, il numero e il contenuto dei pasti, senza dimenticare gli spuntini.

Quando si parla di qualità dei cibi, si fa riferimento ad alcuni parametri, tra i quali assume particolare importanza, per alcune impostazioni dietetiche, in gran parte derivate dal metodo Montignac, l'indice glicemico dei cibi.

Ma cos'è in realtà l'indice glicemico di un cibo?

E' un valore numerico che quantifica la proprietà dei nutrienti di un determinato alimento, di innalzare più o meno rapidamente il valore della glicemia nel sangue del soggetto

Va osservato che si tratta di una misura di velocità, infatti l'indice glicemico non misura semplicemente quanto un determinato cibo innalza la glicemia, ma quanto rapidamente la fa innalzare.

L'indice glicemico non è quindi così strettamente legato all'apporto glucidico e calorico dei cibi, quanto piuttosto alla digeribilità dei cibi stessi.

Gli zuccheri semplici come frutta, marmellata, miele, per esempio, sono più facilmente digeribili, vengono rapidamente assimilati dall'organismo e quindi provocano un rapido innalzamento della glicemia.

Ecco quindi che questi cibi hanno un indice glicemico molto elevato.

Gli amidi e i polisaccaridi, come i cereali, sono più lenti ma corrispondono ancora a un indice glicemico piuttosto elevato.

Il meccanismo chiave, su cui intervengono tutte le diete che privilegiano cibi  a basso indice glicemico, è quello di attivazione della secrezione dell'insulina da parte dell'organismo che vede innalzare bruscamente i livelli di glicemia.

A fronte di un rapido innalzamento della glicemia causato dall'ingestione di cibi ad alto indice glicemico, l'organismo produce in risposta una secrezione di insulina, che facilita l'assorbimento dello zucchero in eccesso e quel che è peggio attiva la liposintesi, ossia la trasformazione del glucosio in grassi e il suo deposito nei vari punti del corpo dove non vorremmo averlo.

Riducendo la rapidità di innalzamento della glicemia, attraverso l'ingestione di cibi a basso indice glicemico e altri accorgimenti, come l'introduzione di fibre e cibi a bassa digeribilità, dovrebbe essere possibile, secondo questo approccio, evitare i picchi d'insulina e la conseguente liposintesi, che non avverrebbe mai in nessun momento della giornata, consentendo quindi al soggetto di perdere peso.