Una caratteristica della dieta metabolica ideata dal dottor Mauro di Pasquale, anche se in realtà si tratta di un medico canadese di origini italiane, è quella di essere chiaramente impostata sulle abitudini e sulla cultura tipicamente nordamericane.
Uno dei concetti base della dieta metabolica consiste nell'alternanza di periodi di "scarico" e "carico" dei carboidrati dalla dieta.
Il principio è molto semplice e si basa sull'idea che l'organismo, durante una dieta ipocalorica e a basso contenuto di carboidrati, preleva l'energia necessaria al metabolismo dai grassi corporei per qualche giorno, e poi inizia a intaccare le proteine muscolari.
Per sfruttare al massimo la fase iniziale di questo meccanismo, e quindi evitare di entrare nella seconda fase in cui si cominciano a perdere proteine muscolari, occorre dunque reintegrare i carboidrati prima che insorga il catabolismo muscolare.
Il primo libro di Michel Montignac è del 1986: «Come dimagrire facendo pranzi di lavoro» e si rivolge ai manager che, come lui in quel periodo, sono costretti a mangiare spesso al ristorante.
Michel Montignac era un bambino obeso, come suo padre, e poi un adulto sovrappeso. La decisione di avviare ricerche sulla nutrizione nasce allo scopo di risolvere il suo problema di peso.
Sperimentando il suo metodo perde definitivamente, secondo il suo resoconto, quindici chili nel giro di soli tre mesi, senza restrizioni caloriche e operando solamente le giuste scelte alimentari.
La dieta metabolica stata ideata dal dottor Mauro di Pasquale, un medico canadese di chiare origini italiane.
La notorietà della dieta metabolica si deve alla promessa di ottenere risultati eccezionali in brevissimo tempo, confermata, a detta dei suoi sostenitori, da numerosi studi scientifici che ne testimonierebbero l'efficacia.

La dieta Atkins, molto popolare negli USA, rientra in quella corrente di pensiero che attribuisce al meccanismo dell'insulina la causa del sovrappeso, e produce un effetto dimagrante attraverso l'attivazione di meccanismi ormonali diversi.
La dieta si propone di perdere peso combattendo l'eccesso di insulina che impedisce la mobilizzazione dei grassi. Per bruciare i grassi sarebbe invece necessario attivare un altro ormone, il "Fat Mobilizing Hormone", detto in breve FMH, la cui produzione è inversamente proporzionale alla presenza dei glicidi.
La dieta a punti è una classica dieta low carb, ossia basata sulla drastica riduzione dei carboidrati, ideata negli anni '70 dal dietologo Guido Razzoli.
E' stata riproposta e rivalutata di recente dalle riviste salutistiche di più ampia diffusione, come una dieta capace di risolvere il problema dei chili superflui senza troppe rinunce.
L'idea centrale, comune a tutte le diete povere di carboidrati, le diete low carb appunto, risiede nel meccanismo di riduzione dell'insulina, che sarebbe utile per mobilizzare il grasso corporeo.
In sostanza i cibi altamente proteici hanno pochi punti, come per esempio il pesce e la carne, che in genere hanno 0 punti, mentre i cibi come il pane o certi legumi possono arrivare anche fino a trenta o quaranta punti.
La dieta South Beach è stata ideata dal dott. Agatston, un noto cardiologo americano.
E' consigliabile per chi preferisce seguire una dieta a lungo termine, dai processi lenti ma con effetti duraturi.
Il principio base risiede nell'attenzione alla qualità dell'alimentazione più che alla quantità dei cibi ingeriti.
La dieta South Beach si compone di 3 periodi successivi: